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Arte, cultura, storia, curiosità e shopping percorrendo i vicoli di Genova:


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GENOVA 2004


Dite i vostri "perché"!

Scriveteci una domanda sul centro storico di Genova (o anche sulla città) e la vostra risposta (ricordate: più breve più efficace!). Scriveteci a
parliamone@centrostoricogenova.com
indicando nel soggetto "perché".



Perche' Renzo Piano ha detto che ci vorranno 30 anni per la ripresa del centro storico? Dice: tren'anni di degrado, e trent'anni per la ripresa. Ma dice questo perche' e' giovane. Mia nonna che ha piu' di 90 anni ricorda il degrado di 60 anni fa, quando negli anni '40 arrivava gente che buttava le cartacce per terra. Se il ragionamento di Piano funziona, per una vera ripresa del centro storico a livelli civili ci vorranno dunque almeno 60 anni, non trenta. La intervista di Piano e' apparsa sul  Secolo XIX del 29 -3-2000. Scommettiamo: la ripresa sara' nel 2030 o nel 2060?

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Perche' avete ancora prostituzione nel centro storico? Perche'gli  italiani sono bambini repressi che ne hanno bisogno. Anche nel centro storico di Stockholma vi era prostituzione 300 anni fa! Sarebbe bello che gli abitanti e gli amministratori di Genova visitassero questo centro storico per avere un esempio. Augurio: che tra trecento anni anche il centro storico di Genova sia senza prostituzione e sia un buon posto per viverci! Avete gia' iniziato; non scoraggiatevi!

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Perché le signore (e i giovani signori) di Albaro sono affascinati dal Centro Storico? Perché deridono quei razzisti e ipocriti di abitanti che parlano male dell'eccesso di immigrazione e dell'ecceso di prostituzione?

Qui la risposta è ovvia: perché non ci vivono. Chi protesta di solito è chi vive le cose da vicino; da lontano, con il cannocchiale posato sul bel terrazzo fiorito, anche le peggiori situazioni diventamo materie per un bel romanzo.

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Perché di notte i cani abbandonati mugolano e insistentemente abbaiano per farsi aprire il portone dal padrone distratto? Perché i vicini disperati telefonano ai vigili per avere futili risposte di non competenza? Perché i vigili non sanno che pesci prendere? Quest'ultima riposta è ovvia: non ci sono pesci da prendere, bensì cani, che scappano facilmente conoscendo i vicoli meglio di ogni umano.

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Perché la proposta di fare un campus universitario del centro storico di Genova il è caduta come una pietra in un lago di fango? Eppure l'esempio della zona intorno alla Facoltà di Architettura sembrava insegnare una nuova prospettiva sulla città? La risposta è qui facile: il giardino dei veti incrociati impedirà a Genova di avere un piano di sviluppo unitario. E Genova continuerà a barcamenarsi tra singoli grandi progetti buttati in mezzo a una marea di piccoli cabotaggi. D'altre parte non ha rischiato con Colombo, perché rischiare con progetti addirittura da meno?

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Perché la signora Marilena, che veniva dalla Valle d'Aosta, passando per i vicoli diceva: ma sono passate le mucche? Facile: non erano passate le mucche, ma i cani e i loro padroni. Perché i padroni dei cani che producono abbondanti a vasti monumenti alla digestione funzionante lasciano queste realtà concrete in bella mostra sui marciapiedi o sulla strada? Questo è un mistero che non si risolverà mai. Solo una risposta: reprimere il popolo stolto! Ma quale autorità osa mettersi contro il popolo stolto?

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Perché alcuni locali vengolo chiusi per rumori molesti, anche se il rumore che fanno è minore di altri? Cherchez la femme. Si racconta di un locale aperto da alcuni giovani anni fa. I ragazzi avevano una gran voglia di fare cose nuove, cambiare l'ambiente dei vicoli: al posto dello spaccio di droga un locale dove riunirsi, bere qualcosa, navigare in internet e passare il tempo. Ma sono giovani e belli. Peccato. La vicina di casa si innamora di uno dei gestori del locale. Poi però viene lasciata. Chiamati dalla fidanzata abbandonata arrivano i vigili e chiudono il locale per eccesso di rumore e sequestrano l'hfi. A rigor di legge, bastano 5 persone che parlano ad alta voce per superare i decibel consentiti. Ma senza locali resta droga e prostituzione; ed è davvero raro che i vigili chiudano i locali che sono la linfa del centro storico. Non sarà che la ragazza si é fidanzata con un vigile per fargli fare le misurazioni acustiche?

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Perché Genova da città di gatti, come era un tempo, è diventata città di cani? Forse perché oggi i genovesi danno più importanza a valori come la fedeltà e il legame sociale rispetto a valori come l'autonomia e l'indipendenza? O perché danno più valore all'aggressività che non all'astuzia? O preferiscono le cacche grosse lasciate in forte evidenza dai loro fedeli canidi rispetto alle cacche piccole e impersonali dei gatti? O son rincuorati dal sicuro abbaiare dei loro fedeli amici mentre restano ormai infastiditi dai miagolii di amore della razza felina?

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Perché via della Maddalena si chiama cosi'? Perché i genovesi sono religiosi, e ogni scelta ha sapore religioso. Anche in previsione del futuro. La zona era ai suoi tempi (ed è ritornata oggi) una zona dedita al mestiere piu' antico del mondo. Come chiamarla dunque se non con un riferimento alla prostituta che nel Vangelo fa così bella figura? Solo che allora la prostituzione era una piccola industria casalinga. Ora una industria multinazionale. Chissà cosa farebbero oggi alla Maddalena evangelica per uno sgarro contro l'organizzazione!

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Perché via della Maddalena, a due passi dalla sede del Comune di Genova, è così degradata? La strada era una delle più eleganti della città fino agli anni '60, centro di acquisti della Genova Bene. Oggi è centro di acquisti meno leciti. Proviamo a ragionare: da qualche parte le prostitute, gli spacciatori e i mafiosi devono pur stare, poveretti anche loro. Se stanno in una zona centrale sono più facilmente controllabili (se poi mettiamo le prostitute sotto il Comune abbiamo anche il vantaggio di svago per le pause pranzo, e i comunali non protestano). Poi nel Centro storico gli abitanti sono pazienti. E chi non lo è può sempre andare ad abitare altrove. E riempiamo il centro di extracomunitari che non protesteranno di certo. Abbiamo così una zona di piccola malavita controllata che non darà fastidio più di tanto. Fino a quando?

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Perché una donna fa la prostituta per mantenere la figlia agli studi e un'altra fa prostituire la figlia per mettere su un traffico di buone donne? Perché la prima è amata dai vicini e la seconda disprezzata? Perché la seconda si arricchisce senza che nulla possa ledere la sua leadership nel piccolo raket della prostituzione? Queste sono davvero domande la cui risposta giace nel profondo delle triplici copie della burocrazia ministeriale.

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Perché il Comune spende milioni per un museo, una piazza e un palazzo? Vi sono diverse risposte, a seconda dei casi. Prendiamo Palazzo Spinola di Pellicceria: la "mano invisibile" del mercato che regola lo sviluppo umano secondo Adam Smith fa divenire Piazza Pellicceria la zona migliore della prostituzione del Centro Storico di Genova. Conclusione unificante: belle ragazze africane di fronte a bei palazzi genovesi. Era questo l'intento originario dei progettisti? Difficile dare una risposta a questa domanda.

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Perché Genova ha sterilizzato i gatti, mentre la Francia ha sviluppato un progetto di sterilizzazione dei pitt-bull e dei rottweiler? Perché dopo che in Francia si è varata questa legge per la sterilizzare dei cani da combattimento, questi ultimi divengono sempre più numerosi nella nostra città? Perché la città un tempo tipica per i numerosi gatti si sta trasformando in una città tipica per i cani da combattimento? Questo è davvero una domanda a cui nemmeno il più esperto economista sprebbe dare una risposta.

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Perché Genova è importante per la cultura? Perché Marco Polo ha scritto "il Milione" nelle prigioni della Repubblica della nostra benamata città. Trovate un altro prodotto culturale di livello epocale paragonabile a "Il Milione" di Marco Polo. Ah! l'architettura: il Beauburg del genovese Piano a Parigi. Ma che c'entra Genova? I genovesi per fare del buono devono andare fuori (da Colombo in poi). A Genova la cultura la fanno i "foresti" come Marco Polo. Perché dunque Genova si propone come città della cultura? Ma é ovvio: perché sa far lavorare gli altri.

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Perché Genova non appare quel grande centro culturale mondiale che vorrebbe essere, ma che non ha nessuna voglia di diventare? Ma è ovvio: "Genova" e "cultura" non fanno rima. I genovesi restano dediti all'unica attività in cui dal '500 eccellono: risparmiare. E la cultura non fa risparmiare, bensì spendere. E' una attività del tutto superflua. Per questo un vero genovese non capisce il desiderio di Swift: "toglietemi tutto, ma non il superfluo!". Una frase del genere è fuori dal suo universo mentale.

 


Centro Storico Genova
a cura di R&P Informatica
fotografie di Matteo Fontana
disegni di Enzo Marciante
copyright © 1999
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